LA SVIZZERA È SICURA? IL RAPPORTO SULLA SITUAZIONE
SVIZZERA – Il contesto della politica di sicurezza della Svizzera si deteriora di anno in anno. Tra i modelli strategici che si stanno attualmente delineando, quello della maggiore cooperazione tra un gruppo di autocrazie eurasiatiche anche in ambito militare è uno dei più preoccupanti. In questo scenario, le capacità in materia di anticipazione e individuazione precoce del Servizio delle attività informative della Confederazione sono essenziali. Si tratta di individuare e valutare tempestivamente le minacce e i cambiamenti rilevanti nel contesto strategico della Svizzera nonché di adottare le misure preventive necessarie. Il nuovo rapporto sulla situazione del SIC «La sicurezza della Svizzera» illustra gli sviluppi della situazione più importanti dal punto di vista dell’intelligence.
I PERICOLI
Quello che stiamo vivendo è un periodo di transizione, pericoloso e instabile, verso una ridefinizione dei rapporti di potere globali. E la sua durata è indeterminata. Il contesto della politica di sicurezza della Svizzera si deteriora di anno in anno e, visto l’ambiente fortemente polarizzato con multicrisi simultanee e conflitti armati in Europa e nella sua periferia, la Svizzera è nettamente meno sicura rispetto anche solo a pochi anni fa. L’Europa si trova in una situazione difficile: la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina rende dolorosamente evidente la sua dipendenza dagli Stati Uniti in materia di politica di sicurezza. Un gruppo di autocrazie eurasiatiche – Cina, Russia, Corea del Nord e Iran – collabora sempre più spesso anche in ambito militare, fatto che produce conseguenze su guerre e crisi regionali. Il loro intento è contenere l’influenza esercitata dagli Stati Uniti e combattere le concezioni di ordinamento occidentali. Cercano di cambiare lo status quo nelle rispettive regioni e di stabilire le proprie sfere di influenza.













