GINEVRA – A Ginevra, presso le Nazioni Unite, si è conclusa la prima sessione del Consiglio dei diritti umani presieduta da un rappresentante svizzero, il diplomatico Jürg Lauber. Durante le sei settimane di lavori, i 47 Stati membri, inclusa la Svizzera, hanno affrontato diverse questioni cruciali a livello globale, come la situazione in Ucraina, in Medio Oriente e in Siria. In particolare, riguardo alla Siria, si sono registrati progressi significativi. La delegazione di Damasco ha partecipato attivamente ai dibattiti, portando all’adozione consensuale di una risoluzione, considerata dalla Svizzera un passo avanti verso la pace, nonostante le numerose sfide ancora da affrontare. La Svizzera ha espresso preoccupazione per le violenze lungo la costa siriana, che hanno causato centinaia di vittime, e ha sollecitato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a ridurre le tensioni attraverso il dialogo.
Un sollecito a tutte le parti a rispettare il diritto internazionale
Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, la Svizzera ha riaffermato il suo sostegno al paese e ha approvato la proroga del mandato della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente, incaricata di documentare le violazioni dei diritti umani, con l’obiettivo di garantire verità, giustizia e riparazione. Inoltre, la Svizzera ha sostenuto la risoluzione sul diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, ribadendo il principio della soluzione dei due Stati. La lotta contro la pena di morte, una delle priorità della Svizzera, continua a produrre risultati positivi a livello internazionale.













